Eni: l’AD Claudio Descalzi ricorda Enrico Mattei

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“Oggi come in passato, alla base delle trasformazioni e dei nostri successi, riconosciamo gli stessi valori che storicamente hanno guidato l’evoluzione della nostra società, che ci hanno unito facendoci riconoscere in un unico progetto, legati da un forte spirito di appartenenza”: Claudio Descalzi ricorda Enrico Mattei, fondatore di Eni, a 56 anni dalla sua scomparsa.

Claudio Descalzi

Eni, commemorazione Mattei: l’intervento dell’AD Claudio Descalzi

Eni ricorda Enrico Mattei a 56 anni dalla sua tragica scomparsa con due commemorazioni che si sono tenute a Roma e a San Donato Milanese presso le sedi del gruppo da lui fondato nel 1953. “Il coraggio, la capacità di innovare, la visione prospettica che abbiamo ereditato sono i valori che caratterizzano oggi il nostro modo di lavorare e la nostra capacità di trasformarci e rinnovarci continuamente” ha ricordato l’AD Claudio Descalzi che ha ripercorso la vita del fondatore del gruppo soffermandosi in particolare sulla forza delle sue intuizioni. Su tutte, quella di mettere sempre al centro le persone, che rappresentano “il vero motore della nostra azienda”. L’AD ha quindi fatto notare come “questi elementi distintivi radicati nella nostra società” ne abbiano anche caratterizzato la rinascita: basti pensare al 1945 “quando Mattei decise di credere nel rilancio degli asset energetici dell’Agip, società destinata alla liquidazione, con l’ambizione di garantire all’Italia un’impresa energetica, fino a farne una realtà internazionale”. Una filosofia che il gruppo continua a seguire ancora oggi, come ha rilevato Claudio Descalzi: “La nostra visione di lungo termine riflette la stessa ambizione che ha caratterizzato la strategia di Mattei nello scrivere la storia energetica del nostro Paese: trasformare questa visione in realtà significa, oggi, come lo fu per Mattei, far leva sulle nostre persone, sulle nostre competenze e tecnologie innovative”.

Claudio Descalzi: gli insegnamenti di Enrico Mattei sono ancora oggi la forza di Eni

Nel suo intervento alla commemorazione di Enrico Mattei, l’AD Claudio Descalzi ha sottolineato inoltre come il gruppo abbia trovato “la propria forza nel riconoscimento dei propri limiti”. L’avvio delle attività in Africa, circa 65 anni fa, ne è un esempio: “Eravamo circondati dalle grandi Majors, supportate da rapporti storici con i Paesi e in questo contesto Mattei intuì che dovevamo fare qualcosa in più che semplicemente investire per l’export. Dovevamo catturare tutto il potenziale domestico per aumentare lo sviluppo locale, coinvolgere maggiormente il Paese produttore, creando delle JV al 50%”. E questo secondo l’AD è l’unico modo per crescere insieme ed essere riconosciuti: “Tale consapevolezza ci ha portato a rinunciare ad un’ottica di sviluppo individualista, guidata da una logica di profitto di breve termine, puntando invece ad una crescita di lungo termine”. Claudio Descalzi ha quindi spiegato che “quella che era un’iniziale debolezza è diventata la nostra forza, la nostra cultura, la base di quello che oggi chiamiamo modello “dual flag”, della nostra scelta di contribuire allo sviluppo delle realtà in cui operiamo cercando di minimizzare le lacune socio-economiche. Non a caso il gruppo è sempre pronto ad investire in quei Paesi “per massimizzare l’accesso all’energia, presupposto alla crescita economica, e per promuovere un ampio portafoglio di iniziative a favore delle comunità locali”.

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