Eni stellare: con Claudio Descalzi record della produzione e profitti raddoppiati

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Claudio Descalzi guida Eni verso traguardi importanti. I risultati consolidati dell’esercizio 2018 mostrano una crescita del colosso petrolifero: utile raddoppiato e record della produzione.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: 2018 da record per Eni

Eni in costante crescita: il 2018 è stato un anno importante e i numeri lo confermano. La società di Claudio Descalzi ha approvato i risultati consolidati dell’esercizio 2018 che si è chiuso con un utile operativo adjusted di 11,24 miliardi, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. In particolare, emergono i 2,99 miliardi del quarto trimestre, circa il 49% in più rispetto a quello del 2017. Anche l’utile netto adjusted è quasi raddoppiato. L’anno appena concluso è stato piuttosto significativo anche per la produzione di idrocarburi, il Gruppo guidato da Claudio Descalzi ha infatti registrato il record con 1,85 milioni di barili al giorno, come lui stesso sottolinea: “La produzione giornaliera più alta di sempre”. Nel maggio del 2019 è in programma il Consiglio di Amministrazione, che proporrà all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,83 euro per azione.

La soddisfazione di Claudio Descalzi: “Ottimi risultati”

L’Amministratore Delegato Claudio Descalzi ha commentato i risultati ottenuti, mettendo in luce le due direzioni in cui si sono mossi i lavori: “Nel corso del 2018 abbiamo lavorato su due fronti: la continua ottimizzazione del portafoglio di business esistente e il suo potenziamento per il futuro, in linea con la strategia annunciata. I risultati, grazie anche al contributo di quanto fatto nel quarto trimestre, sono stati ottimi in entrambi i casi”. Per quanto riguarda il portafoglio, il top manager sottolinea il raddoppio del risultato operativo ed il risultato netto in presenza di un prezzo Brent in euro cresciuto solo del 25%. La cassa operativa, invece, ha riscontrato una crescita di circa il 35% che ha consentito di coprire l’esborso per dividendi pari a 3 miliardi e di ridurre di importo pressoché uguale il debito netto, sceso a 8,3 miliardi.

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