I 3 grandi ostacoli della lingua inglese

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L’inglese sembra una lingua molto semplice, ma spesso l’apparenza inganna. Ogni volta che proviamo a intrattenere una conversazione o a scrivere una mail gli errori si moltiplicano a dismisura fino a sfiorare il completo disastro con grande disappunto degli inglesi DOC.

Frequentare una buona scuola di inglese come IH Milano è certamente un ottimo punto di partenza per avvicinarsi con professionalità a una delle lingue più parlate al mondo. Dopodiché, per verificare e certificare le conoscenze apprese durante i corsi è consigliabile sostenere gli esami Cambridge KET e PET. Questi test valutano la capacità comunicativa, sia scritta che orale, degli studenti e permettono loro di vivere con più sicurezza eventuali esperienze lavorative all’estero e di affrontare con più serenità viaggi e altre situazioni che richiedono la conoscenza della lingua inglese.

Probabilmente i professionisti di International House Milan sanno bene quali sono i demoni con cui chi studia l’inglese è costretto a litigare. Ma per chi ancora non ci si è trovato davanti ecco una breve lista.

Il futuro

Gli inglesi amano lasciarsi alle spalle il passato e pensare poco al presente, altrimenti non si spiegherebbero gli 8 diversi modi per costruire una frase al futuro. Riuscire a capire quando usarli, per chi non è un nativo inglese, è praticamente impossibile; dietro a ogni forma di futuro si celano intenzioni, pensieri o certezze che solo chi sa leggere nella mente del diretto interessato potrebbe conoscere.

I verbi frasali

Un vero tasto dolente per chi vuole imparare l’inglese. Sono una vera e propria istituzione nelle conversazioni, tranne in quelle di chi si è arreso di fronte al loro numero pressoché infinito. Set off, put on, taken off… Calcolare le possibili combinazioni dei phrasal verbs richiede una laurea in matematica; meglio accettarne l’esistenza e studiarne il più possibile le occasioni d’uso.

La pronuncia

Anche in questo caso gli errori si sprecano. Tra i grandi classici per esempio troviamo “Thank you”, dove il “th” invece di essere pronunciato con la lingua tra i denti viene pronunciato come semplice “t”. Un altro esempio è “Blood”: in questo caso la doppia “o” deve essere letta e pronunciata come “a”. Altre volte ancora si compie l’errore di italianizzare la pronuncia di una parola; così vocaboli come “Magnetic” vengono pronunciati usando “gn” come si userebbe per dire “gnomo”, mentre in realtà queste due lettere andrebbero separate pronunciando prima “mag” e poi “netic”.

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