La Classificazione Energetica della casa

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Quando si parla di casa, sia che si viva in affitto oppure la si è acquistata, il termine classificazione energetica viene nominato spesso: in molti potrebbero non essere a conoscenza di che cosa si tratti, e sicuramente non conoscono nemmeno a quale classe appartiene la propria abitazione.
Di che cosa si parla quando ci si riferisce alla classificazione energetica della casa?
Essa è un particolare documento che viene compilato da una figura professionale, che prende il nome di redattore, il quale ha il compito di effettuare un sopralluogo di quell’abitazione e prendere in considerazione alcuni dati che riguardano proprio l’abitazione.
Questo documento e operazione vengono effettuate sia quando viene costruita una nuova abitazione, sia quando ci sono lavori di restaurazione o anche quando ci sono dei contribuiti regionali che verranno affidati al proprietario della casa per poter appunto migliorare il livello di classe energetica della sua abitazione.
Quali sono i dati che il redattore, chiamato anche certificatore, deve prendere in considerazione nel momento in cui ha il compito di compilare questo importante documento?
I dati da prendere in considerazione sono ben due: il primo di essi consiste nel controllare quanto gasolio viene consumato annualmente per metro quadro della casa.
Questo dato ovviamente viene preso in considerazione considerando sia il tipo di caldaia, sia per quanto tempo questa viene utilizzata e naturalmente quanto consuma durante tutto il suo periodo d’attività.
La seconda classificazione che invece viene effettuata riguarda il numero di Kilo Watt che vengono consumati annualmente, prendendo in considerazione non solo il consumo della caldaia, ma anche tutte le altre apparecchiature elettriche presenti all’interno della propria abitazione.
Anche in questo caso viene preso in considerazione il numero di metri quadri presenti in quell’abitazione, in maniera tale che sia il consumo di gasolio che quello riguardante la corrente elettrica possano essere equamente distribuiti all’interno dell’abitazione.
Prendendo in considerazione tali dati dunque sarà possibile riuscire a inserire l’abitazione in una delle classi energetiche: la migliore di esse risulta essere la classe A, la quale la si ottiene con un consumo di trenta Kilo Watt annui e meno di tre litri di gasolio.
Segue poi la classe B, dove i consumi salgono rispettivamente a cinquanta Kilo Watt e fino ad un massimo di cinque litri di gasolio consumati per metro quadrato.
La classe più dispendiosa è la classe G, dove i Kilo Watt arrivano a centosessanta ed i litri di gasolio a sedici.
A cosa serve questo controllo?
Esso serve per prima cosa a dare un valore commerciale ideale alla propria casa: minore sarà la classe di consumo alla quale appartiene e maggiore sarà il valore dell’immobile.
Inoltre, essa serve per ridurre i consumi e l’inquinamento, nonché a permettere al proprietario della stessa casa di ottenere degli incentivi abbastanza elevati che di fatto gli permettono di migliorare tutti i vari impianti energetici, e quindi di poter raggiungere la classe di consumo minore, risparmiando anche sui vari costi relativi al consimo di corrente e gasolio.

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