L’AD di F2i, Renato Ravanelli, sui risultati recenti dei Fondi italiani per le infrastrutture

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Renato Ravanelli, Amministratore Delegato di F2i, spiega in un’intervista al Corriere della Sera gli attuali sviluppi dei Fondi italiani per le infrastrutture, ovvero l’intervento di investitori esteri e l’evoluzione del piano infrastrutturale per la diffusione della banda larga.

Renato Ravanelli, Amministratore Delegato di F2i

Renato Ravanelli: gli investimenti esteri all’interno di F2i

Renato Ravanelli, Amministratore Delegato della Società di Gestione del Risparmio F2i – Fondi italiani per le infrastrutture, ha annunciato il superamento dell’obiettivo di raccolta del Secondo Fondo di investimenti istituito dalla società. L’importo ha infatti raggiunto l’ammontare di 1,25 miliardi di euro grazie all’intervento di investitori esteri provenienti, prevalentemente, da Paesi quali Cina, Corea, Francia ed Inghilterra. I principali protagonisti attivi in questa operazione si rivelano China Investment Corporation, fondo leader a Pechino, National Pension Services, società sudcoreana, Bnp Paribas, gruppo di banche francesi, e Edf Investments. L’Amministratore Delegato di F2i – Fondi italiani per le infrastrutture, Renato Ravanelli, spiega come questo risultato sia stato possibile grazie al lavoro effettuato sul fondo medesimo, il quale è stato reso più interessante per gli investitori stranieri grazie alla frammentazione dei soci, oltre alla qualità secondo cui questi ultimi ed i sottoscrittori italiani sono stati selezionati, includendo realtà di spicco quali la Cassa Depositi e Prestiti, gruppi bancari come Intesa Sanpaolo e Unicredit, oltre alle nove Fondazioni bancarie italiane.

Il punto di vista di Renato Ravanelli sul ruolo di F2i nello sviluppo della banda larga

All’interno dei differenti settori infrastrutturali presi in considerazione da F2i – Fondi italiani per le infrastrutture figura anche quello relativo alla diffusione della banda larga tramite l’impianto della fibra ottica. La SGR è infatti parte del gruppo di soci di Metroweb, provider protagonista delle operazioni le quali, come spiega l’Amministratore Delegato Renato Ravanelli, assumono una rilevante importanza in quanto definite dal governo come indispensabili per favorire lo sviluppo del Paese. In tal senso rimangono da individuare le intenzioni reali degli operatori telefonici, i quali hanno necessariamente bisogno di appoggiarsi a una base infrastrutturale che si dimostri solida per poter prendere il più rapidamente possibile la decisione di attuare la transazione dalla rete in rame verso quella in fibra ottica. Al fine di ottenere tali risultati nella maniera più consona, in termini di modalità e tempistiche, occorre cha da parte del governo venga attuata la politica di incentivi prefigurata in grado di coprire le zone che, a causa della bassa densità abitativa, non trovano giustificazione ad un investimento volto allo sviluppo della rete e che vengono perciò considerate aree a fallimento di mercato. L’Amministratore Delegato Renato Ravanelli annuncia inoltre la possibile costituzione di un terzo Fondo all’interno di F2i – Fondi italiani per le infrastrutture, pensato per le realtà italiane interessate ad investimenti in comparti infrastrutturali esteri.

Per leggere l’intervista completa all’AD Renato Ravanelli, visita il portale del Corriere della Sera.

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