Le atmosfere evocative dell’arte di Verena D’Alessandro alle imminenti mostre di “Spoleto Arte”

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Le prestigiose mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi accoglieranno le atmosfere evocative paesaggistiche di Verena D’Alessandro. L’esposizione, racchiusa nelle pregiate mura di Palazzo Leti Sansi, ubicato nella Piazza del Mercato, in posizione nevralgica nel centro di Spoleto, sarà allestita dal 27 Giugno al 24 Luglio, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes di Promoter Arte.

Verena D'Alessandro - Spoleto Arte (3)

Esperta pittrice e talentuosa fotografa, la D’Alessandro ha sempre preferito tenere ben distinte e separate le due forme espressive. Nella corposa produzione, ha concentrato e focalizzato la ricerca sul procedimento esecutivo e sul peculiare linguaggio specifico, insito in ciascuna di esse, sviluppando un percorso esclusivo atipico assai originale.


Verena D'Alessandro - Spoleto Arte (2)

Nei dipinti emerge una gestualità fluida realizzata con colpi veloci, raschiature, striature e lisciature di spatola, che raggiungono un’essenzialità del segno e una modulazione materica al limite dell’informale nella tecnica di stesura del colore. Si recepisce un duplice orientamento: da un lato la propensione verso la componente lirica, dove risalta la bellezza e la forza della natura, dall’altro lato l’intento di distaccarsi da una rappresentazione del paesaggio puramente e strettamente descrittiva, per liberarsi dai dettagli piatti statici e lineari.

 

La D’Alessandro spiega “Questo duplice aspetto è presente nei miei lavori, soprattutto in quelli degli ultimi anni. Nella pittura di paesaggio basta poco per cadere nel descrittivismo naturalistico. Uno dei motivi, per cui nei miei quadri non parto mai dalla fotografia dei luoghi, che dipingo, è proprio questo: evitare di cadere nell’illustrazione. Servendomi della memoria e dell’immaginazione, come unici referti per la costruzione dell’immagine, posso usare il segno pittorico in maniera più libera”.

Verena D'Alessandro - Spoleto Arte (1)

E proseguendo afferma “Con le mie opere desidero comunicare prioritariamente, in quanto mi interessa soprattutto far emergere l’atmosfera dei luoghi, che in tedesco si chiama la -Stimmung- e che immagino essere variamente presente nei diversi ambienti. Nei miei quadri le forme, che prendono corpo sulla tela, non sono rappresentazioni della realtà: sono luoghi immaginati o visioni filtrate attraverso il ricordo, con le quali cerco di comunicare la peculiarità di certe atmosfere. E’ proprio su questo confine tra reale e non reale, che mi piace e mi interessa lavorare”.

 

A livello di composizione spaziale, nella distribuzione dei volumi, dei pieni e dei vuoti, il perfetto equilibrio rimanda all’eredità classica. L’artista sottolinea “Ritengo sia importante l’equilibrio compositivo, non solo quello dei volumi e della distribuzione dei vuoti e dei pieni, ma anche quello dei diversi -Pesi- dei colori e degli accostamenti cromatici. Certamente, oggi non avrebbe molto senso cimentarsi in una pittura figurativa, che emuli la pittura del passato. Gli stilemi cambiano, perché’ assorbono nuove influenze e mutamenti di gusto”.

ufficio-stampa