Mediazione obbligatoria – Scarpone “Una vittoria meritata”

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Gerardo Scarpone: “Una vittoria meritata”

Tra gli 80 interventi previsti nel decreto del “fare” del governo Letta, rispunta la conciliazione obbligatoria. Tuttavia, in questa riedizone del tentativo obbligatorio di risoluzione stragiudiziale delle controversie civili, l’esecutivo ha avuto un occhio di riguardo per gli avvocati. L’istituto, introdotto dal governo Berlusconi (legge 28/2010) era stato abolito da una sentenza della Corte Costituzionale il 24 ottobre del 2012  Il nuovo pacchetto di disposizioni sulla giustizia vuole ridurre di oltre 1 milione il numero di cause giacenti (soprattutto nel grado di appello). Le misure rappresentano peraltro uno dei cardini del decreto legge approvato ieri sera dopo oltre 5 ore di riunione dal Consiglio dei ministri

Aggiunge il dr. Scarpone : “Rispetto al vecchio assetto della conciliazione sono 8 i punti di novità che la relazione tecnica al decreto indica come qualificanti e, in gran parte, si sottolinea, in adesione alle richieste dell’avvocatura. Nel dettaglio:

1) esclusione delle liti sulla responsabilità per danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti (le altre materie, dal condominio alle successioni sono confermate);

2) introduzione della mediazione prescritta dal giudice, fuori dei casi di obbligatorietà ex ante e sempre nell’area generale dei diritti disponibili;

3) integrale gratuità della mediazione, anche nel caso del punto precedente, per i soggetti che, nella corrispondente controversia giudiziaria, avrebbero avuto diritto all’ammissione al patrocinio a spese dello Stato;

4) previsione di un incontro preliminare, informativo e di programmazione, in cui le parti, davanti al mediatore, verificano con il professionista se sussistano effettivi spazi per procedere alla mediazione;

5) forfettizzazione e abbattimento dei costi della mediazione, in particolare di quella obbligatoria, attraverso la previsione di un importo contenuto, comprensivo delle spese di avvio, per l’incontro preliminare;

6) limite temporale della durata della mediazione in 3 mesi, invece di 4, trascorsi i quali il processo può sempre essere iniziato o proseguito;

7) previsione della necessità che, per divenire titolo esecutivo e per l’iscrizione d’ipoteca giudiziale, l’accordo concluso davanti al mediatore deve essere non solo omologato dal giudice, ma anche sottoscritto da avvocati che assistano le parti;

8) riconoscimento di diritto, agli avvocati che esercitano la professione, della qualità di mediatori.

Per incentivare alla chiusura dei processi già dalla fase mediativa, poi, sulla falsariga di quanto previsto per il processo del lavoro, il giudice civile, alla prima udienza o sino al termine dell’istruzione, formula alle parti una proposta transattiva o conciliativa che se rifiutata, ovviamente senza giustificato motivo, costituisce comportamento valutabile ai fini della condanna alle spese.

“Concilium Italia e il suo Presidente il Cav. Carlo Scarpone non hanno mai smesso di crederci” , conclude Gerardo Scarpone.  “E’ stata una dura lotta ma alla fine il Governo si è reso conto che la mediazione può solo essere di aiuto alla Giustizia Italiana”

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