Sanremo 2019: il punto di vista di Paolo Campiglio

Ascolta con webReader

Accanto alla carriera manageriale, Paolo Campiglio porta avanti quella di critico televisivo e musicale. In occasione della 69esima edizione del Festival della Canzone Italiana, è stato componente della Giuria Tecnica in qualità di Rappresentante della Stampa Estera, essendo corrispondente di Radio 1 New York.

Paolo Campiglio

Paolo Campiglio: formazione e carriera professionale

Classe 1975, Paolo Campiglio è l’attuale Presidente di Daclé SA e un manager industriale specializzato in mercati esteri, con focus primario sui Paesi dell’Europa Centrale e Orientale. Ha iniziato il suo percorso formativo al liceo commerciale e in seguito alla maturità ad indirizzo giudico-amministrativo, intraprende gli studi accademici presso la facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Pavia, spinto dal desiderio di proseguire la tradizione familiare. Nel 1997, ancora molto giovane, diventa socio di uno studio di consulenza amministrativa per aziende italiane che vogliono investire all’estero. Contemporaneamente, entra nel Consiglio Comunale di Legnano, svolgendo gli incarichi di Presidente della Commissione lavori pubblici, Capogruppo di maggioranza e Presidente del consiglio comunale fino al 2012. Paolo Campiglio ha ricoperto per 6 anni l’incarico di Vicepresidente del più grande sistema culturale italiano tra enti pubblici locali, il Consorzio Bibliotecario Nord Ovest. Grazie alla sua conoscenza delle consuetudini dei ministeri degli affari esteri e delle cancellerie internazionali, nel 2008 riceve la carica a vice presidente della Camera di Commercio Italo-Polacca.

Paolo Campiglio racconta Sanremo 2019

Oltre all’attività manageriale, Paolo Campiglio è attivo come critico televisivo: dal 2012 recensisce eventi di spettacolo per un network radiofonico ed è corrispondente di Radio 1 New York. È tra i commentatori social più apprezzati per gli eventi che si svogliono negli yacht club di rilevanza internazionale e segue da molti anni il Festival di Sanremo. In questo contesto, a febbraio 2019 è stato, ancora una volta, membro della Giuria Tecnica in qualità di rappresentante della Stampa Estera. La numero 69 del Festival Della Canzone Italiana è stata definita "un’edizione locomotiva" dal conduttore e Direttore artistico Claudio Baglioni; concetto che lo stesso Paolo Campiglio ha ripreso, approfondendolo sul suo blog. L’obiettivo della rassegna era solo uno: lasciare il segno, avviare un nuovo trend da proseguire negli anni successivi. A confermare l’atmosfera di novità che aleggiava al teatro dell’Ariston, la grossa varietà di generi musicali: dai Negrita, visti l’ultima volta sul palco della città dei fiori nel 2003, agli esordienti freschi di talent show come Irama o Federica Carta con Shade. È stato sdoganato il rap (e con questo la trap) grazie a Ghemon, Achille Lauro e i Boomdabash e volti classici quali Anna Tatangelo, Nek o Francesco Renga. E alla fine ha vinto solo uno: Alessandro Mahmood, in trionfo anche a Sanremo Giovani.

articolinews