Sicurezza sul lavoro e prevenzione: l’importanza della Formazione

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Troppo spesso si sente parlare di incidenti nei luoghi di lavoro: si tratta quasi sempre di operai, edili, manovali, agricoltori, ma non mancano altre figure professionali.

Se questa è la punta dell’iceberg, non è possibile non citare le malattie professionali, ovvero tutte le patologie provocate dalle condizioni di lavoro,e che nei casi più gravi possono condurre alla morte (basti pensare ai casi di tumori per esposizione a sostanze tossiche).

Tanto gli incidenti sul lavoro quanto le malattie professionali sono una vera e propria piaga, dai costi umani, sociali ed economici altissimi.

Per le persone e le famiglie, si tratta ovviamente di eventi traumatici, sconvolgenti ed irreparabili sotto ogni aspetto. Ma anche per la società e per il sistema economico i costi in termini di rimborsi, assenze dal lavoro, risarcimento danni o cura delle malattie presso le strutture ospedaliere pubbliche sono enormi. Basti pensare che ogni anno vengono persi 2,8 trilioni di dollari (145 miliardi soltanto in Europa) per questo problema, con un buco nel Pil del 4% (Fonte: rapporto Ilo sulla Prevenzione delle malattie professionali, 2013) .

Uno degli strumenti più forti per risolvere il problema è la prevenzione, che risulta di gran lunga la strada più efficace e conveniente (per maggiori informazioni sul responsabile servizio prevenzione e protezione vedere www.studiohs.it/sicurezza_sul_lavoro/analisi_valutazione_rischi_luogo_lavoro.asp). A conti fatti, la prevenzione costa di meno ed è in grado di innescare un circolo virtuoso che permetta di risolvere in via definitiva il problema.

Ma per la prevenzione occorrono informazione e, soprattutto, formazione. Non è certo un caso se in tutti i paesi in cui è presente una sensibilità verso il tema, l’approccio tende ad essere quello di favorire percorsi di formazione per la sicurezza. L’Italia non fa eccezione, e la normativa sulla sicurezza (compreso il famoso “Testo Unico”, aggiornato nel D. Lgs. 81/2008) fa un chiaro riferimento alla formazione per la prevenzione dei rischi sui luoghi di lavoro.

Il testo italiano, inoltre, aggiunge un cenno esplicito alla necessità di “favorire metodologie di apprendimento innovative, anche in modalità e-Learning e con ricorso a linguaggi multimediali, che consentano, ove possibile, l’impiego degli strumenti informatici quali canali di divulgazione dei contenuti formativi, anche ai fini di una migliore conciliazione tra esigenze professionali e esigenze di vita personale dei discenti e dei docenti”. (Fonte: sito dello IAL Nazionale)

Il tema aperto dal testo di legge riguarda l’utilità di strumenti informatici per favorire la diffusione della formazione sui temi di salute e sicurezza. L’importanza di strumenti informatici e digitali, così come di tutti gli altri strumenti di nuova generazione che si avvicenderanno nel tempo, vuole servire a rendere più economica, semplice e sostenibile la fruizione dei corsi sulla sicurezza.

È ovvio, infatti, che un corso in modalità e-learning è per le aziende meno dispendioso di un corso in aula, che genera anche costi di trasferimento, alloggio e trasferta dei dipendenti che seguiranno il corso. Più in generale, comunque, imprese e istituzioni sono chiamate a rendere più semplici le procedure relative ai corsi sulla sicurezza, aiutando così la diffusione della sensibilizzazione sul tema.

I recenti dati INAIL (relativi al 2011) sugli infortuni sui luoghi di lavoro, per fortuna, sembrano delineare una diminuzione sensibile degli infortuni mortali (-8,9%), mentre le malattie professionali denunciate sono aumentate (+9,9%), segno quest’ultimo della crescita di consapevolezza sul diritto alla salute sul posto di lavoro.

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