Vaginite: cause e sintomi

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La vaginite è una delle infezioni che interessano l’apparato genitale della donna e che si manifesta per varie cause, sia fisiologiche che strettamente legate ai comportamenti sessuali.
La vaginite ha varie forme in cui si manifesta e, in base a questo principio, prende diversi appellativi.
Tra queste forme ci sono la vaginite batterica, atrofica, da funghi, non infettiva, da parassiti e attinica.
La vaginite batterica è quella più diffusa tra le donne in età fertile e in gravidanza, mentre quella atrofica si riferisce a un’alterazione ormonale che si verifica soprattutto durante il climaterio, cioè in corrispondenza della menopausa.
Nella categoria di vaginite non infettiva rientrano tutti quei casi che sono provocati da comportamenti della donna, a cominciare dalle pratiche di igiene troppo aggressive o frequenti.
Quella da parassiti è dovuta alla trasmissione sessuale, a causa del o Trichomonas vaginalis, un microorganismo che si trova nel canale urinario maschile e che viene trasmesso tramite rapporti intimi. Nell’uomo tuttavia è asintomatica, mentre nella donna produce dei fastidi più o meno accentuati, che saranno illustrati di seguito.
Infine, c’è la vaginite attinica, che si riferisce alle donne che stanno affrontando le cure contro il tumore con radioterapia, la quale causa anche l’infiammazione genitale.

Le cause della vaginite

Tutte le forme di vaginite elencate, compresa quella batterica, hanno dei sintomi in comune e altri che permettono di distinguerle.
La vaginite batterica è quella che si contrae prevalentemente a seguito di rapporti sessuali non protetti. Secondo gli studi, maggiore è il numero dei partner sessuali e più probabilità c’è di contrarre la vaginite batterica.
Allo stesso modo anche avere un nuovo partner può portare alle stesse conseguenze.
Non si tratta propriamente della trasmissione di una malattia venerea, ma più precisamente di una modificazione del pH vaginale.
Il valore su cui si mantiene in condizioni di normalità della flora batterica è intorno a 4,5 mentre nei casi di vaginite si innalza.
La modificazione di questo equilibrio è provocata dallo stesso sperma. La vagina è popolata da batteri buoni e cattivi: quelli buoni prendono il nome di “Lattobacilli” e la loro proliferazione è ostacolata proprio dalla produzione spermatica.
Le altre cause che danno origini alle varie forme di vaginite, come quella non infettiva, sono da ricercarsi nell’igiene con detergenti con un pH troppo acido, oppure nell’uso di spermicidi, creme lubrificanti, uso di contraccettivi interni come la spirale, fino alle frequenti lavande interne.
Tutto questo compromette il delicato equilibro della vagina, che reagisce con un’irritazione e dei fastidi, a volte anche molto forti.
La vaginite da funghi, altrimenti detta anche candida albicans, ha origine principalmente a seguito di un disordine della flora batterica intestinale. Questa viene alterata da una dieta scorretta, ma anche da cure prolungate con antibiotici, che portano alla comparsa dell’infezione vaginale.
L’assunzione degli antibiotici deve sempre avvenire sotto stretto controllo medico, conoscendo con precisione la posologia e il dosaggio. Nei casi di terapia antibiotica per la stessa vaginite batterica, sarà il ginecologo a scegliere il farmaco più adatto.
Spesso per debellare la vaginite da funghi è sufficiente curare quella intestinale con l’integrazione di fermenti vivi, facilmente reperibili in farmacia.
La vaginite può anche essere provocata dall’insieme di alcuni di questi fattori, senza escludere cause contingenti, come la scarsa o scorretta igiene intima. Il consiglio è quello di porre attenzione al grado di umidità dei genitali, asciugando accuratamente la zona. I residui di acqua in un ambiente caldo umido possono a loro volta dare vita alla proliferazione di batteri “cattivi”.

I sintomi della vaginite

Ci sono donne che non manifestano alcun sintomo pur avendo la vaginite e lo scoprono solo dopo una visita dal proprio ginecologo ad esempio durante la vaginite in gravidanza.
Nella maggior parte dei casi, però la vaginite si manifesta con perdite di muco trasparente e abbondante, fino a secrezioni dense di colore bianco, giallastro, verde o marrone particolarmente maleodoranti. Le pazienti riferiscono che l’odore è simile a quello di pesce avariato.
Possono comparire anche prurito e leggeri sanguinamenti tra un ciclo e l’altro nonché dolore e bruciore durante la minzione.
Un altro sintomo della vaginite sono i rapporti sessuali dolorosi. La comparsa di uno o più sintomi di quelli elencati, richiede una visita ginecologia per verificare che non ci siano altre patologie correlate riferite all’apparato genitale. La stessa vaginite può comparire durante la gravidanza e minacciare la salute di madre e bambino, se in forma aggressiva.

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